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Prezzo dell'elettricità in Italia oggi

Il prezzo spot dell'elettricità ora per ora in Italia settentrionale (IT-North), venerdì 23 ottobre 2026.

In Italia il gas naturale è la prima fonte di elettricità, e il prezzo lo rispecchia: quando il gas rincara, quasi tutte le ore della borsa seguono. Dopo il referendum del 1987 il Paese ha chiuso le sue centrali nucleari, così le centrali a gas si dividono il carico con l'idroelettrico alpino, un fotovoltaico in rapida crescita e un flusso costante di importazioni dalla frontiera settentrionale.

Il mercato all'ingrosso è diviso in zone geografiche, dalle Alpi alla Sicilia e alla Sardegna. Questa pagina mostra il prezzo del giorno prima per la zona Nord, quella con i consumi più alti e con più collegamenti verso Francia, Svizzera, Austria e Slovenia. Al Centro, al Sud e sulle isole il prezzo zonale può essere diverso, soprattutto quando le linee tra le zone sono sature.

Oggi l'elettricità costa in media 24,2 c€/kWh in Italia settentrionale (IT-North).

Dal vivoFonte: Bundesnetzagentur | SMARD.de

La pagina mostra solo Italia settentrionale (IT-North). I prezzi delle altre zone di mercato in Italia non possono essere riutilizzati liberamente.

In questo momento
21,4
c€/kWh, ore 00–01
Il più basso oggi
20,9
ore 13–14
Il più alto oggi
29,3
ore 07–08
Media
24,2
c€/kWh, tutto il giorno

Ora per ora

Le tre ore consecutive più economiche sono le ore 12–15 (media 21,0 c€/kWh). L'ora più cara è tra le 07 e le 08.

Basso (terzo inferiore)MedioAlto (terzo superiore)
Mostra tutte le ore in tabella
OraPrezzo spot (c€/kWh)Livello
00–0121,4Basso
01–0221,2Basso
02–0321,8Basso
03–0421,9Basso
04–0521,8Basso
05–0623,3Medio
06–0726,8Alto
07–0829,3Alto
08–0929,0Alto
09–1026,9Alto
10–1125,7Medio
11–1222,5Medio
12–1321,1Basso
13–1420,9Basso
14–1521,1Basso
15–1621,4Basso
16–1724,3Medio
17–1826,5Alto
18–1927,9Alto
19–2028,3Alto
20–2127,8Alto
21–2225,1Medio
22–2322,3Medio
23–0022,5Medio

Il prezzo spot è il prezzo di borsa, la media dei quattro prezzi quartorari dell'ora, al netto di imposte, oneri di rete e IVA.

Da dove arriva l'elettricità in Italia?

Produzione lorda di elettricità nel 2024, per fonte di energia. Fonte: Eurostat (nrg_bal_peh).

Eolico8%
Solare13%
Idroelettrico19%
Bioenergie7%
Rifiuti1%
Geotermico2%
Gas44%
Petrolio3%
Carbone, lignite e torba1%
Altro1%

Prezzo per le famiglie dal 2023

Prezzo medio per kWh, tutto compreso, per una famiglia che consuma 2.500–5.000 kWh l'anno. Fonte: Eurostat (nrg_pc_204).

Una famiglia in Italia che consuma 2.500–5.000 kWh l'anno ha pagato in media 31,4 c€/kWh, tutto compreso, nel 1º semestre 2026, 5% in meno rispetto a un anno prima (Eurostat).

Dato Eurostat per ogni semestre, comprensivo di imposte, oneri, costi di rete e IVA. Aggiornato due volte l'anno.

Come funziona il prezzo dell'elettricità in Italia

Zone di mercato, GME e fine della maggior tutela

Il Mercato del Giorno Prima (MGP) è gestito dal GME ed è accoppiato con il resto d'Europa. Le offerte si presentano per zona: Nord, Centro-Nord, Centro-Sud, Sud, Calabria, Sicilia e Sardegna. Se la rete regge i flussi, tutte le zone hanno lo stesso prezzo; se si congestiona, i prezzi si separano. Terna gestisce la rete di trasmissione nazionale, mentre ARERA regola le tariffe di rete e la tutela dei consumatori.

Per decenni molte famiglie hanno pagato prezzi fissati da ARERA nel servizio di maggior tutela. Per i clienti domestici non vulnerabili il servizio è terminato a luglio 2024: chi non aveva scelto un'offerta sul mercato libero è passato al servizio a tutele graduali, con fornitori assegnati tramite aste. I clienti vulnerabili, ad esempio gli over 75, restano in un servizio a condizioni definite da ARERA.

Bolletta: materia energia, trasporto, oneri e imposte

La bolletta si legge in quattro blocchi. La spesa per la materia energia comprende l'energia e i costi di commercializzazione del venditore. La spesa per il trasporto e la gestione del contatore copre trasmissione, distribuzione e misura, con tariffe stabilite da ARERA. Gli oneri di sistema finanziano costi di interesse generale, a partire dagli incentivi alle rinnovabili. Infine le imposte: accisa e IVA. Nel 2022, in piena crisi energetica, gli oneri di sistema sono stati azzerati temporaneamente.

Perché il gas pesa così tanto

Le centrali a gas sono spesso l'ultimo impianto chiamato a coprire la domanda, quindi il prezzo segue da vicino il mercato del gas, quasi tutto importato. Le importazioni di elettricità attraverso le Alpi, soprattutto da Francia e Svizzera, abbassano il prezzo quando i vicini hanno energia in eccesso. A mezzogiorno il fotovoltaico può spingere il prezzo ben sotto i livelli serali, quando le centrali a gas riprendono a salire. Neve e piogge sulle Alpi decidono quanta energia idroelettrica sarà disponibile, e le ondate di calore estive fanno crescere i consumi per i condizionatori.

Gas, acqua, sole e geotermia

I cicli combinati a gas producono la quota maggiore. Segue l'idroelettrico, con bacini e impianti ad acqua fluente sulle Alpi e sugli Appennini. Il fotovoltaico è diventato il terzo pilastro, su tetti e a terra in tutto il Paese, mentre l'eolico si concentra al Sud e nelle isole. La Toscana aggiunge una specialità: la geotermia di Larderello, dove per la prima volta si è prodotta elettricità dal vapore naturale. Il carbone è ormai quasi scomparso.

Vicini meno legati al gas

L'Italia importa più elettricità di quanta ne esporti, e la gran parte arriva da nord. La Francia fornisce energia nucleare, la Svizzera idroelettrico e transiti, l'Austria e la Slovenia quantità minori. Questi Paesi dipendono meno dal gas e hanno spesso ore più convenienti. A sud-est un cavo sottomarino collega la Puglia alla Grecia, e dalla Sicilia parte il collegamento con Malta, che acquista le sue importazioni sul mercato italiano.

Italia a confronto con i paesi vicini

Nel 2024 la produzione elettrica in Italia è stata così ripartita: 44% gas, 19% idroelettrico e 13% solare. Eolico, solare, idroelettrico, nucleare e bioenergie hanno dato insieme 50% della produzione in Italia.

Italiagas 44%, idroelettrico 19%
Francianucleare 67%, idroelettrico 12%
Svizzeraidroelettrico 56%, nucleare 27%
Austriaidroelettrico 53%, eolico 12%
Slovenianucleare 35%, idroelettrico 30%

Produzione lorda di elettricità nel 2024, per fonte di energia. Fonte: Eurostat (nrg_bal_peh). Il pompaggio è escluso. Svizzera: UFE (BFE), bilancio svizzero dell'elettricità; l'idroelettrico ad accumulo include il pompaggio.

Voltly non copre ancora Italia

Voltly mostra i prezzi orari per questi paesi: Danimarca, Norvegia, Svezia, Germania, Francia, Paesi Bassi e Belgio.

Voltly

Voltly è pensata per Danimarca, Norvegia, Svezia, Germania, Francia, Paesi Bassi e Belgio.

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Domande sul prezzo dell'elettricità in Italia

Quanto costa l'elettricità in Italia oggi?
In Italia settentrionale (IT-North) il prezzo spot medio di oggi è 24,2 c€/kWh. Il minimo è alle ore 13–14 con 20,9 c€/kWh, il massimo alle ore 07–08 con 29,3 c€/kWh. A questo si aggiungono oneri di rete, imposte e IVA.
Quanto paga una famiglia media in Italia per l'elettricità?
Secondo Eurostat, una famiglia in Italia che consuma 2.500–5.000 kWh l'anno ha pagato in media 31,4 c€/kWh per kWh, tutto compreso, nel 1º semestre 2026. Il prezzo varia in base al gestore di rete e al contratto.
Quanta parte dell'elettricità in Italia proviene dalla fonte «gas»?
Nel 2024 la fonte «gas» ha fornito 44% dell'elettricità prodotta in Italia (Eurostat): è la singola fonte più grande.
Perché la pagina mostra solo i prezzi della zona Nord?
I prezzi orari provengono da SMARD, la piattaforma di dati di mercato della Bundesnetzagentur tedesca, che pubblica la zona Nord. I prezzi delle altre zone e il PUN sono pubblicati dal GME, le cui condizioni non ne consentono la libera ripubblicazione, quindi qui non compaiono. Il Nord è un buon riferimento, ma Sud e isole in alcune ore possono discostarsene parecchio.
Che cos'è il PUN?
Il Prezzo Unico Nazionale è un prezzo di riferimento unico per tutta l'Italia: la media dei prezzi zonali, ponderata per i consumi di ciascuna zona. Molte offerte a prezzo variabile sono indicizzate al PUN, con uno spread del venditore. Appiana le differenze tra zone: una famiglia di Palermo e una di Milano vedono lo stesso riferimento.
Esiste ancora un prezzo tutelato?
Solo per una parte dei clienti. La maggior tutela è terminata a luglio 2024 per i domestici non vulnerabili. Chi non aveva scelto un venditore è passato al servizio a tutele graduali, alle condizioni risultanti dalle aste; gli altri sono sul mercato libero. I vulnerabili, come gli over 75 o chi usa apparecchiature medicali salvavita, mantengono condizioni definite da ARERA.